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Personal branding, il nuovo corso

Dagli anni 90 in poi molti imprenditori hanno iniziato a legare sempre di più il loro volto alle proprie aziende, stressando concetti del loro marchio o creando nuovi valori da accostare al marchio della corporate. Jobs è stato il fondatore della Apple ma al contempo era il simbolo del design legato alla tecnologia, del minimalismo, promotore dell’imprenditoria più “aggressiva” rivolta al mondo dei giovani affamati e folli in grado di realizzare i loro sogni rendendo le loro aziende dei veri “cigni neri” .

Attorno a personaggi come Jobs, Musk, Gates, Branson, sono fioriti veri e propri movimenti socioeconomici, o addirittura stili di vita spirituali come le diverse filosofie New Age. La naturale evoluzione del personal branding e della leadership di questi grandi imprenditori è stata la contaminazione dei loro valori in campi e discipline affini a quelli dell’economia, come la moda e la politica.

“Fondatori di diverse mode, questi leader hanno iniziato ad acquisire un vero e proprio consenso e negli ultimi anni hanno cominciato ad influenzare le masse anche in merito a decisioni politiche”

Proprio in questi mesi stiamo assistendo al crescente impegno socio-politico di Zuckerberg che, attraverso un post sul suo profilo Facebook, ha stilato un vero e proprio manifesto (quasi 6.000 parole), dove propone le nuove linee guida di sviluppo del social network facendo, nel contempo, anche un inno alla globalizzazione, e proponendo una nuova visione del futuro anche dal punto di vista politico: Sviluppare infrastruttura social per la community per supportarci, per la nostra sicurezza, per informarci, per l’impegno civico e per l’inclusione di tutti. Sono parole molto politiche dette da una persona che ha uno dei media più importanti al mondo, l’azienda tra le più grandi del mondo e una crescente influenza sulla popolazione di oltre metà del globo. Non sarebbe strano vederlo correre tra qualche anno per la carica di senatore per poi addirittura arrivare alla Casa Bianca, come qualche commentatore politico ha ipotizzato.

In Italia. Tra i diversi imprenditori che hanno intrapreso la scelta del personal branding molti sono i nomi che possono essere citati. A partire da Berlusconi, Agnelli e Della Valle, mentre, più recentemente, Cucinelli, Farinetti, Marzotto, Briatore e alcuni manager come Marchionne. Tutti questi famosi leader hanno in comune una forte vicinanza al mondo della politica e potremmo definirli come influencer. Ovviamente nel caso di Agnelli e Berlusconi stiamo parlando di leader politici a tutti gli effetti anche per quanto riguarda l’Avvocato che, pur non avendo mai militato in nessun partito, ha avuto un impatto politico decisamente rilevante nell’Italia della Prima Repubblica.

In conclusione, sembra che negli ultimi anni gli imprenditori o i leader aziendali stiano intervenendo sempre di più nella vita socio-politica del mondo occidentale fino a condizionarne mode e filosofie di vita, realizzando a volte partiti o influenzando la politica attraverso i loro annunci, grazie al seguito che le loro parole hanno tra le persone.

Questo tipo d’impatto potrebbe essere alla base delle motivazioni e degli obiettivi di comunicazione che ha spinto molti di loro ad effettuare la scelta della valorizzazione dell’immagine personale.

“Chissà se in futuro i leader delle imprese saranno anche i leader della politica, contendendosi non solo fette di mercato, ma anche bacini di influenza!”